da L'Avanti!
16 marzo 2003

SANDRO GIGLIOTTI: UNA VITA PER LA SCUOLA
Orazio Niceforo

Sandro Gigliotti ci ha lasciati. L’improvvisa e prematura scomparsa del fondatore nella Gilda degli insegnanti (1987), poi promotore e presidente dell’APEF (Associazione Professionale Europea Formazione, 2002), è avvenuta a due giorni di distanza dall’approvazione della riforma della scuola: una riforma per la quale egli si era battuto, anche nel suo altro ruolo di stretto collaboratore dell’on. Ferdinando Adornato, presidente della Commissione Cultura della Camera, con l’obiettivo di stabilire una forte ed esplicita correlazione tra l’innovazione degli ordinamenti e il cambiamento della figura professionale dell’insegnante. Un obiettivo solo in parte conseguito, perché le mediazioni politiche all’interno della stessa maggioranza di governo e l’opposizione frontale dei sindacati avevano impedito di recepire nel testo della legge Moratti quel nuovo stato giuridico del personale docente, sganciato dalla contrattazione, che a suo parere avrebbe potuto sanzionare finalmente la natura professionale e non impiegatizia del lavoro degli insegnanti, e costruire per loro una vera carriera.
In questa prospettiva l’APEF aveva recentemente sottoscritto un accordo con l’ANP (Associazione Nazionale Presidi), che nel suo ultimo congresso si era aperta alle “alte professionalità”, cioè a quelle figure professionali intermedie e ad elevata specializzazione delle quali la scuola italiana, sosteneva Gigliotti, ha assoluta e prioritaria necessità per sostenere un autentico processo di riforma. Un’idea che lo aveva indotto, nel 1987, a fondare la “Gilda” degli insegnanti e a chiedere per questi ultimi un contratto specifico, separato da quello del restante personale, salvo poi abbandonare questa organizzazione nel momento in cui, a suo parere, essa si era troppo “sindacalizzata” e burocratizzata.
Ora Gigliotti si apprestava a riprendere la sua battaglia nel quadro delle vicende legate al rinnovo del contratto, sempre alla ricerca di quella valorizzazione professionale e sociale degli insegnati alla quale ha dedicato il suo impegno e la sua vita. Una battaglia che sarà ora proseguita dall’APEF, che purtroppo non potrà più contare sull’entusiasmo e sul coraggio del suo fondatore. A Sandro Gigliotti, uomo di scuola e paladino dei suoi docenti, amico fraterno, desidero rivolgere anche un pensiero personale di gratitudine per le occasioni di incontro e di scambio di idee, per me sempre stimolanti, che hanno accompagnato un rapporto iniziato nel turbinoso 1987, e mai interrotto. La terra ti sia lieve.